Elena Rivautella, pittrice e fotografa. Prima fu un urlo.
Poi un canto.
Elena Rivautella ha cominciato a dipingere dopo essere sopravvissuta allo Tsunami del 2004, senza aver mai preso in mano un pennello. L'arte è diventata la sua terapia. Poi è arrivata la fotografia: piante, fiori e corpi che diventano visioni.
L'onda
Elena era in Thailandia quando lo Tsunami ha travolto le coste del sud-est asiatico, ed è sopravvissuta. Tornata in Italia, sentiva l'urgenza di dire qualcosa che a voce non si poteva dire. Non aveva mai dipinto prima. Ha preso i pennelli e ha cominciato.
Dipingere è diventato il suo modo di attraversare quello che era successo: una terapia che le ha permesso di non andare in analisi e di ritrovare il proprio centro. Tre quadri, L'onda, Occhi e Poseidone, portano dentro quei giorni.
«L'arte è stata la mia terapia. Mi ha permesso di ritrovare il mio centro.»
Elena RivautellaPeriodo sciamanico
Sono i quadri dipinti appena tornata dalla Thailandia, da chi fino a quel momento non aveva mai dipinto. Elena li chiama il suo periodo "sciamanico": opere potenti e urlanti, a colori pieni e contorni netti, popolate da corpi, bocche spalancate, creature marine e figure inquietanti.
In quasi tutti torna un vortice. Le forme non stanno mai ferme: si avvolgono a spirale, girano dentro un cerchio, vengono risucchiate verso il centro come da un gorgo d'acqua. È il movimento dell'onda, che trascina e rimescola ogni cosa, corpi, animali e volti, finché non esiste più un sopra e un sotto.
Ma ogni vortice ha anche un centro immobile. Dipingere, per Elena, è stato il modo di raggiungerlo: il punto fermo dentro il mulinello, da cui ricominciare. Non c'è una tecnica imparata, c'è un bisogno, e il pennello va dove la voce non arriva.
21 opere · misure in centimetri, base × altezza
Periodo di mezzo
Con gli anni il segno si libera. Le figure non scompaiono ma si fanno più leggere, e il colore comincia a muoversi da solo: colature, schizzi, campiture stese a gesti larghi. È il passaggio dall'urlo al canto, giocato su due forme, il quadrato e il rettangolo.
Il quadrato
La forma che Elena predilige per la tela: 100 × 100 cm, uno spazio senza un alto e un basso privilegiati.Il quadrato è la forma della geometria sacra, che Elena ama: un perimetro perfetto in cui ogni direzione pesa uguale. Dentro questo spazio convivono ancora figure, come un'Arlecchina subacquea o una ginecologa che amava i cavalli, ma sempre più spesso il colore prende il sopravvento. In Giungla, Robot o Notre Dame de Paris il nero, il giallo e il blu colano e si intrecciano fino a diventare paesaggio.
I formati lunghi
Carta, cartone, tela e grandi tavole di legno alte quasi due metri.Accanto ai quadrati, i formati rettangolari. Qui i corpi si allungano e si assottigliano: figure tracciate a linea sopra fondi velati, che sembrano emergere dalla materia o sciogliersi dentro di essa. Lui, Donna toro e La mela di Platone, su tavole di 84 × 187 cm, stanno in piedi come presenze a grandezza d'uomo; Narciso, Crisalide e Balena danzante si distendono in orizzontale. La tecnica mista prepara quello che verrà: il colore che scorre.
Periodo liquido
Il periodo liquido è stato per Elena una sfida. I colori liquidi non si lasciano governare: si gettano sulla carta e poi si seguono, intervenendo nel loro fluire. Serve molta fiducia, soprattutto nel gesto, perché il risultato non si può prevedere fino in fondo.
Lavorare così l'ha messa davanti a sé stessa. Il bisogno di controllo era una parte di lei che andava vista e attraversata, e ogni foglio è diventato un modo per osservare la propria personalità e le sue sfaccettature. Dalle macchie nascono fiori, ali, pesci, spiriti e paesaggi: visioni che nessuno aveva progettato e che portano dentro l'emozione del momento in cui il colore è caduto.
26 opere
Inchiostri ad alcool
Le prime opere liquide: inchiostri ad alcool stesi con il compressore, che soffia il colore e lo fa aprire sulla carta.Chine, ecoline, acquarelli e bombolette
Poi colori liquidi di ogni genere, lanciati, colati e spruzzati.Volti
Una nuova sperimentazione. Elena ha ritagliato un passe-partout a forma di volto, un profilo umano, e lo ha posato sopra piccoli quadri astratti dipinti con china ed ecoline. Il volto è la forma razionale; dietro, il colore libero dell'inconscio.
Girando il passe-partout, ogni quadro può diventare otto quadri diversi: lo stesso fondo, guardato da un'altra finestra, restituisce ogni volta un volto nuovo. È l'idea che la curatrice Francesca Canfora aveva colto presentando questi lavori a Through the Black Mirror (Base, Milano): sono gli specchi dell'inconscio a trasporre forme e figure razionali, e il surreale emerge guidato dall'istinto.
Fotografia
Con la fotografia Elena adotta lo stesso approccio avventuroso della pittura. Ama ritrarre le proprie conturbanti visioni usando corpi fisici: piante, fiori e corpi umani. Anche qui le forme alludono e mai dichiarano.
Sette serie, dagli ulivi millenari della Sardegna ai fiori del suo giardino, fino al primo portfolio, Casa folle casa. Scegli una serie per aprirla.
Libri
Accanto alla pittura, la scrittura: il racconto di quello che è successo e un viaggio onirico tra fotografia e parole.
L'onda che mi ha salvata
Memoriale di una sopravvivenza · Tsunami del 26 dicembre 2004
Il racconto in prima persona della sopravvivenza allo Tsunami, e di come quell'onda abbia aperto la strada a una vita nuova e alla pittura. In copertina, il quadro L'onda.
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Vuoto fitto
Un libro onirico, 20 × 30 cm, in cui le fotografie diventano gli abitanti di un arcipelago immaginario e un racconto li accompagna, pagina dopo pagina.
Chiedi informazioniVoglio raccontarvi una storia. Una storia che parla di un luogo misterioso, situato alla fine del "Vuoto fitto": si tratta dell'arcipelago che non c'è. Ci sono giunta per caso, nel corso del mio ultimo viaggio a bordo di un'astronave supersonica guidata dall'uomo di pietra.
Nel mare che circonda l'arcipelago vive la balena girasole, dolcissimo animale che si ciba unicamente di cimici e calabroni, e il pesce volante, che nulla teme e sfida le altezze più alte. Nel bosco vive il lupo rosorosso, padrone indiscusso delle notti illuminate dalle lune animate, quelle plastiche e parlanti. Dal sorgere al tramonto sussurrano: "Ti vedo", "Sono la luna del 19 aprile", anche se si è in febbraio.
Si dice che in queste notti le donne si riuniscano sotto gli alberi strega, alberi strani e peccaminosi, e che, dopo aver tracciato a terra lo scarabocchio segreto…
Il seguito è nel libro · chiedi informazioniChi sono
Elena Rivautella non aveva mai preso in mano un pennello quando, il 26 dicembre 2004, lo Tsunami travolse le coste del sud-est asiatico. Lei era in Thailandia ed è sopravvissuta. Tornata in Italia, sentiva il bisogno di dire ciò che a voce non si poteva dire, e ha cominciato a dipingere. L'arte è diventata la sua terapia: le ha permesso di attraversare quello che era successo e di ritrovare il proprio centro.
I primi quadri sono potenti e urlanti, popolati da figure inquietanti e attraversati da un vortice che torna in quasi tutte le tele. Elena chiama questo periodo "sciamanico". Con gli anni l'urlo si è trasformato in canto. Il segno si è liberato dentro la forma che predilige, il quadrato della geometria sacra, e poi la pittura è diventata astratta. Dall'olio è passata ai colori liquidi, che non si lasciano controllare: una sfida che l'ha portata a guardare da vicino il proprio bisogno di controllo e le tante sfaccettature della propria personalità.
Con lo stesso spirito avventuroso si è dedicata alla fotografia. Ritrae le sue visioni attraverso corpi fisici: piante, fiori e corpi umani, dagli ulivi millenari della Sardegna ai fiori del suo giardino. Accanto alle immagini sono nati due libri: L'onda che mi ha salvata, il racconto della sua sopravvivenza, e Vuoto fitto, un viaggio onirico tra fotografia e parole.
In pittura come in fotografia le sue forme alludono e non dichiarano mai, e lasciano chi guarda libero di trovare il proprio posto dentro l'opera. Elena ama indagare la follia e la riversa, con ironia, in tutto ciò che fa.
Ha esposto in Italia e all'estero, da Torino a Milano e Roma, da Londra a Hong Kong, fino alla Svizzera. Vive e lavora nelle Langhe.
Mostre
Da Torino a Londra e Hong Kong, da Milano e Roma fino alla Svizzera: 31 esposizioni in vent'anni.
- YouniqueLugano · Villa Ciani
- Younique Fine Art districtLugano · Villa Ciani
- WOP ARTLugano · Centro Esposizioni
- Luce soffusaCaslano · Museo Sergio Maina
- Donna FotografaTorino · CRDC
- La sincerità del corpoTorino · Galleria Marvin
- NeedsBologna · Magazzini Romagnoli
- Fioriture notturneTorino · Ph.ocus · Ex accademia artiglieria
- Due donne, i loro gestiTorino · Paratissima · Ex accademia artiglieria
- Women art BraBra · Movicentro
- Zitto e UrlaTorino · Galleria Ossimoro art
- Through the black mirrorMilano · Base
- Digital art factoryRoma · Palazzo Velli
- Feeling differentTorino · Paratissima 14 · Caserma La Marmora
- Lucenti TenebreTorino · Galleria Ossimoro Art
- To the starsTorino · Paratissima 12 · Torino Esposizioni
- Sicurezza e Individui su telaTorino · Unimanagement
- HereTorino · Cavallerizza Reale
- OpereAlba · Showroom Marcarino
- Women art BraBra · Movicentro
- SuperstitionTorino · Paratissima 13 · Caserma La Marmora
- Madre ItalyLondra · Art Gallery The Tabernacle
- Asia Contemporary Art showHong Kong
- Notti di lunaMoncucco Torinese · Castello di Moncucco Torinese
- Ordine o caos?Torino · Paratissima 11 · Torino Esposizioni
- Percorsi di estetica contemporaneaTorino · Galleria 20
- Not wrong but creativeTorino · Paratissima 10 · Torino Esposizioni
- Saturarte associazione saturaGenova
- Pix Paratissima PowerTorino · ex Moi
- Arte e Luce della RagioneTorino · Villa Gualino, RGCastle
- Osare significa creareTorino · Spazio Via Oropa 28






